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-Politica Interna Monarchia costituzionale parlamentare (Capo dello Stato č la Regina Elisabetta II, rappresentata da un Governatore Generale), la Nuova Zelanda č stata caratterizzata, negli ultimi venti anni, da una regolare alternanza al potere fra i due principali partiti, il Laburista (Labour) e il Nazionale (National). Nel corso degli anni ’90 il Partito Nazionale ha detenuto il potere per nove anni; il governo laburista guidato dalla signora Helen Clark e’ in carica dalla fine del 1999 ed e’ attualmente al secondo mandato. Sul piano generale, il problema del mantenimento della struttura di monarchia costituzionale, con a Capo dello Stato la Regina d’Inghilterra, e’ stato affrontato in termini diversi rispetto alla vicina Australia, che ha scelto la via referendaria. Allo stato attuale, non fa parte delle questioni prioriritarie per il Governo. D’altro canto, e’ ormai in dirittura di arrivo un progetto governativo di stabilire una Corte Suprema neozelandese che consenta un terzo grado di appello svincolato dall’attuale Privy Council britannico. Secondo alcuni questo potrebbe riaprire il dibattito sulla forma costituzionale e costituire un primo passo verso l’affrancamento dalla Corona d’Inghilterra. Nel 1993 e’ stato adottato un nuovo sistema elettorale (il “Mixed Member Proportional”) con l’obiettivo di favorire la nascita di formazioni minori che potessero controbilanciare la rigidita’ del sistema bipartitico. Le elezioni del 27 luglio 2002 non hanno prodotto mutamenti sostanziali nello scenario politico neozelandese, riconfermando Helen Clark e il Partito Laburista alla guida del Paese, seppur attraverso un diverso sistema di alleanze rispetto all’esecutivo precedente. Alcuni episodi hanno visto nel recente passato il Primo Ministro Helen Clark al centro di critiche, in particolare per: a) il caso “Corngate”, nato dall’accusa al Governo di aver coperto l’entrata e l’utilizzo nel Paese di semi di mais geneticamente modificati (luglio 2002); b) i presunti danni che la posizione assunta dall’esecutivo nel corso della crisi irachena ha prodotto alle vitali relazioni politico-economiche con gli USA (principalmente in termini del mancato avvio dei negoziati per un Accordo di Libero Scambio – che gli Stai Uniti hanno invece concluso con l’Australia). Nell’attuale scenario politico spicca la questione della regolamentazione dei diritti e privilegi della comunita’ Maori sulle spiagge (battigie) e i fondali marini. La questione ha assunto rilevanza politica da circa un anno con risvolti politici importanti per il Governo, soprattutto nei rapporti con l’elettorato Maori, tradizionalmente laburista. Il dibattito interno alla maggioranza ha provocato dimissioni dal Parlamento del Ministro Maori Tariana Turia. Alla fine dello scorso febbraio il Ministro dell’Immigrazione Lianne Dalziel e’ stata allontanata dal Governo in quanto coinvolta in un episodio di fuga di notizie sul caso del rimpatrio di una rifugiata minorenne dello Sri Lanka. La vicenda della falsificazione di passaporti neozelandesi, che ha visto l’arresto, il 26 aprile scorso, di due persone in Thailandia che possedevano 23 passaporti falsi di cui 11 neozelandesi, ha provocato l’immediata reazione del Governo che ha messo allo studio la revisione degli attuali documenti di viaggio. Sul fronte dell’opposizione i National guidati dal neo leader - ex Governatore della Banca Centrale - Don Brash, hanno incentrato la politica del proprio partito principalmente sulla questione etnica (Orewa Speech dello scorso gennaio). Le recenti questioni sulle spiagge e i fondali marini, hanno portato il partito all’allontanamento della portavoce per le questioni Maori Georgina Te Heu Heu. -Politica Estera Le linee direttrici della politica estera della Nuova Zelanda si riconfermano essere la garanzia della stabilita’ e della sicurezza internazionale - e quindi del Paese - e la possibilita’ di assicurarsi nuovi mercati esteri. Considerate le sue dimensioni medio-piccole, la Nuova Zelanda attribuisce particolare importanza ai fori multilaterali - sia regionali che in sede ONU - ai quali viene fatto costantemente appello per la risoluzione delle principali questioni internazionali. La Nuova Zelanda persegue l’obiettivo della sicurezza seguendo una linea di relativa indipendenza sia rispetto all’Australia che rispetto agli USA. Viene fortemente perseguita la cooperazione nella partecipazione ad operazioni di peacekeeping e di coordinamento di intelligence. L’alleanza con l’Australia (ANZUS) siglata nel 1951 e’ stata congelata nel 1985 a seguito del rifiuto neozelandese di ospitare navi nucleari. La Nuova Zelanda dedica una particolare attenzione all’area del Pacifico e persegue una politica di assistenza finalizzata principalmente alla lotta alla poverta’ ed alla “good governance”. Sul piano della sicurezza regionale il Paese e’ estremamente attivo nel garantire il proprio contributo al mantenimento di un ambiente stabile, come dimostrato dal coinvolgimento nel recente intervento multinazionale alle Solomon Islands e il ruolo di primo piano assunto nel processo di pace a Bougainville (Papua Nuova Guinea). La Nuova Zelanda attribuisce un ruolo di primo piano al Pacific Islands Forum. 1. Rapporti con i principali Paesi partner La partnership con gli USA, nonostante le divergenze sull’intervento in Iraq, viene considerata di estrema importanza sia in termini economici sia per la sicurezza del Paese e della regione. La Nuova Zelanda e’ sempre stata in prima linea nella lotta al terrorismo inviando anche un contingente di 600 uomini in Afghanistan. Resta in sospeso l’avvio dei negoziati per un Accordo di libero scambio con gli USA, recentemente concluso invece dall’Australia. I rapporti con l’Australia, nonostante le differenze nella politica estera, godono di un ottimo stato di salute: celebrato, lo scorso anno, il ventennale del CER (Closer Economic Relations), un accordo per la creazione di un’area di libero scambio tra i due Paesi; tale accordo e’ stato rafforzato dal “Trans Tasman Travel Agreement” che consente in pratica la libera circolazione delle persone fra i due Paesi – e dallo spazio aereo comune. Lo scorso 14 e 15 maggio si e’ svolto a Wellington il primo ”Australia –New Zealand Leadership Forum”, con l’obiettivo del rafforzamento delle relazioni economiche tra i due Paesi. Alla Conferenza - che avra’ cadenza annuale - hanno preso parte circa 74 delegati australiani e neozelandesi ai piu’ alri livelli. Presenti anche il Ministro degli Esteri neozelandese Phil Goff e quello australiano, Alexander Downer. Principale 2. Relazioni con le principali Organizzazioni Internazionali Il tradizionale “multilateralismo” della Nuova Zelanda si deve sia alle dimensioni sia alla posizione geostrategica del Paese. La Nuova Zelanda e’ membro delle principali organizzazioni internazionali, ivi comprese l’ONU, l’OCSE e il Commonwealth. L’impegno in ambito ONU per offrire il proprio concreto contributo alla stabilita’ internazionale attraverso la partecipazione ad operazioni di mantenimento della pace e di ricostruzione delle aree colpite dai conflitti dimostra la linea politica di fiducia nel sistema delle Nazioni Unite per la risoluzione delle principali crisi internazionali. In ambito OMC e’ forte sistenitrice della liberalizzazione degli scambi, abbassamento barriere ed eliminazione di sussidi. Si oppone al rafforzamento della tutela delle Indicazioni Geografiche per i prodotti alimentari al di fuori di quanto previsto dall’Accordo multilaterale TRIPS. L’Agenda di Doha e’ per la Nuova Zelanda il punto di riferimento principale per i negoziati commerciali in tutti i settori, primo fra tutti – oltre che il piu’ spinoso - quello agricolo. La recente proposta UE di eleminare i sussidi all’esportazione sui prodotti dell’agricoltura e’ stata accolta dalla Nuova Zelanda con favore, pur ribadendo che la questione centrale resta quella dell’accesso al mercato (riduzione di tariffe e quote). Sul piano dei diritti umani la Nuova Zelanda sostiene con fermezza l’osservanza degli standard stabiliti in ambito ONU in tema di diritti civili, sociali ed economici nonche’ l’azione della Corte Penale Internazionale. Un ruolo rilevante Wellington svolge anche nel PIF (Pacific Islands Forum) diretto alla discussione di tematiche di carattere regionale, soprattutto in tema di sviluppo economico, ma in tempi recenti anche di tipo politico (con una crescente tendenza a definire un approccio collettivo ai problemi ed alle crisi regionali). La Nuova Zelanda – che detiene la Presidenza del Forum fino ad agosto 2004 – ritiene infatti necessaria la ristrutturazione del Forum attraverso il rafforzamento del ruolo del Segretario Generale ed una maggiore collaborazione soprattutto sui temi della sicurezza e della lotta al terrorismo internazionale. -Economia interna Secondo i dati del dicembre 2003 la crescita del Pil segna un rialzo del 3,2% e contestualmente si e’ registrata una diminuizione dell’inflazione (da 2,6% di Dicembre 2002 a 1,5% a dicembre 2003 ) e della disoccupazione (da 5,3% a 5,1%, il piu’ basso degli ultimi 16 anni). La Nuova Zelanda aveva iniziato il nuovo millennio con previsioni ottimistiche di sviluppo consapevole della dipendenza dal mercato internazionale come esportatore di prodotti primari, quasi esclusivamente agricoli. Per tale motivo il Governo in carica incoraggiava gli investimenti diretti esteri con piani di privatizzazione delle imprese statali ed eliminazione delle restrizioni al movimento di capitali. Tendenza opposta quella attuale. L’attuale amministrazione, infatti, non sembra incoraggiare una maggiore presenza di capitali stranieri nel Paese. La posizione dell’attuale Governo laburista sul ruolo dello Stato nell’economia ha avuto come conseguenza l’attuazione di un piano di “deprivatizzazione” che ha incluso, fra gli altri, la rete ferroviaria della Regione di Auckland, il mantenimento di numerosi business di proprieta’ dello Stato (quali TVNZ) e il riacquisto della TranzRail. In questo contesto anche la Air New Zealand – una delle piu’ grandi aziende neozelandesi di promozione del marchio “New Zealand” nel mondo – e’ stata oggetto di un piano di riacquisto pubblico che ha interessato l’82% della della Compagnia. Vanno , poi, segnalati una serie di fattori negativi quali la modesta crescita della produttivitā del lavoro (0,9%) e sul fronte dell'economia esterna un deficit della bilancia commerciale pari a 4,525 milioni di dollari al dicembre 2003. Il deficit commerciale del dicembre 2003 deriva sia da un calo dell’1,7% nelle importazioni sia da una diminuizione dell’8,6% delle esportazioni (entrambi i dati su base annuale), oltre peraltro a confermare un deficit che si e’ verificato otto anni su dieci. Una delle principali cause di questo trend e’ il continuo apprezzamento del dollaro neozelandese, in particolare nei confronti del dollaro statunitense. A dicembre 2003, infatti, il dollaro NZ aveva un valore del 13,3% superiore a quello dell’anno precedente e del 30% superiore negli ultimi tre anni; nello stesso periodo la valuta neozelandese e’ cresciuta del 25,2% nei confronti del dollaro USA. Nei primi mesi del 2004, tuttavia, mostrano una ripresa dell’export, soprattutto nei settori lattiero-caseario e della carne settori di esportazione che contribuiscono in maniera rilevante all'economia neozelandese) e il dollaro neozelandese, dopo il picco registrato a febbraio (1$NZ=US$71c) e’ ora in calo: il valore medio ad aprile c.a. e’ di circa US$62c e l’aspettativa e’ di una lenta ripresa dell’export in tutti i settori (penalizzate significativamente dal forte apprezzamento della moneta). Il rafforzamento del dollaro NZ appare ancora piu’ rilevante se si considera che l'economia neozelandese dipende totalmente dalla situazione del commercio estero. Tradizionalmente, una grande parte delle esportazioni del Paese era diretta verso la Gran Bretagna: oggi i mercati piu' importanti per i prodotti neozelandesi sono l'Australia, gli Stati Uniti e il Giappone. La Nuova Zelanda – oltre ai settori trainanti - ha sviluppato la sua industria agricola e manifatturiera in modo da soddisfare i mercati di nicchia. Si rileva anche il progressivo affermarsi dei seguenti settori: foreste, orticultura, pesca, industria manifatturiera e quella del turismo. A mettere sotto forte pressione il deficit della bilancia dei pagamenti e della bilancia commerciale e’ stato anche il piano di rinnovo della flotta della compagnia di bandiera Air New Zealand. Nel corso del 2003 il Governo ha infatti adottato misure per aumentare la competitivita’ della compagnia aerea, aumentandone l’efficienza ed introducendo nuova tecnologia (si e’ registrata negli ultimi mesi una sensibile diminuzione delle tariffe aeree). I bassi tassi di interesse hanno influenzato positivamente il mercato immobiliare per tutto il 2003 con un aumento del costo delle case in tutto il paese di oltre il 4%, con punte del 30% - Economia internazionale La Nuova Zelanda e’ un paese che esporta principalmente prodotti di base e molto sensibile al trend delle domande estere. La politica commerciale neozelandese e’ caratterizzata dalla liberalizzazione del commercio internazionale e dal perseguimento di accordi a tutti i livelli: livello bilaterale: Accordo Closer Economic Relationship “CER” con Singapore nel novembre 2000; CER con l’Australia (stipulato nel 2003 il ventennale della sua stipula); avvio trattative per un CEP con il Messico e avvio di dialogo con il Giappone; Progetto di intesa con gli Stati Uniti per un Accordo di libero scambio. Segni di preoccupazione della Nuova zelanda per il recentissimo Accordo di libero scambio siglato tra Stati Uniti e Australia; Accordi con Hong King e Cile; inizio trattative economiche per un Accordo di libero scambio con la Cina; avvio trattative con la Thailandia per un Accordo CEP; la Business Community loale intende promuovere un Accordo di libero scambio con la Corea. livello regionale inter-pacifico: e’ in vigore l’accordo CEP dell’ASEAN con Australia e Nuova Zelanda; ulteriori progressi sono stati fatti nel corso dei primi mesi del 2004; la Nuova zelanda e l’Australia avvieranno infatti con l’Asean le trattative commerciali per un Accordo di libero scambio (CER) a coronamento di quasi 30 anni di “dialogue partnership”; proprio con questa finalita’ principale, sia Australia che Nuova Zelanda sono stati invitati dai Ministri economici dei dieci paesi dell’Asean, recentemente riunitisi a Singapore, a prendere parte al vertice politico dell’Associazione previsto per il prossimo novembre in Laos. La Nuova Zelanda garantisce inoltre accesso tariff-free ai prodotti provenienti da tutto il Sud-Pacifico membri del Pacific Islands Forum e firmatari del South Pacific Regional Trade and Economic Agreement e di 48 tra le nazioni piu’ povere del mondo. livello multilaterale: si ricordano l’annuncio fatto durante il Vertice APEC dell’ottobre 2002 in Messico, di un programma di free-trade tra Nuova Zelanda, Cile e Singapore, con l’obiettivo di giungere alla vera e propria firma di un Accordo entro l’ottobre 2004 e le proposte d’intesa con Cile, Hong Kong e Stati Uniti. E’ inoltre membro attivo del Commonwealth e, nell’area del Sud Pacifico fa parte dell’APEC, organismo per la cooperazione economica dell’Asia e del Pacifico Nel contesto della tradizionale fiducia riposta nel multilateralismo, l’appartenenza al WTO ha permesso alla Nuova Zelanda di raggiungere diversi obiettivi; L’approccio cooperativo seguito dalla Nuova Zelanda e’ visibile anche nelle relazioni con l’UE con la quale, a seguito della firma di una “Dichiarazione” vengono tenute consultazioni semestrali e periodiche riunioni interparlamentari. A testimonianza della crescente rilevanza dei rapporti con l’Unione e’ stata inaugurata all’inizio del corrente anno a Wellington un’antenna della Delegazione della Commissione Europea di Canberra. Scheda Statistica
Nuova Zelanda / Mondo: Interscambio commerciale (Milioni di NZ$)
INVESTIMENTI della Nuova Zelanda (marzo 2003) (milioni di NZ$)
INVESTIMENTI in Nuova Zelanda (marzo 2003) (milioni di NZ$) *
Fonte: Ambasciata d’Italia – Wellington. Statistics NZ *Nota: I dati disponibili per l’ultimo biennio (marzo 2002 – marzo 2003) mostrano un incremento degli investimenti totali italiani in Nuova Zelanda da circa 2,4 a 3,4 milardi di $NZ, con un aumento del 28%. Il dato riguardante gli Investimenti Diretti Esteri non e’ disponibile in quanto di esigua entita’. |
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